Produzioni

Le produzioni agroalimentari

La grandissima estensione e varietà dei possessi dell’Ospedale Maggiore, sparsi per tutto il territorio lombardo, favorì la specializzazione produttiva di singoli distretti, secondo la vocazione di ciascuna area.

Così, ad esempio, nella bassa pianura si praticava l’allevamento bovino ed era molto forte la produzione di formaggi, soprattutto grana, nelle due varianti maggengo e invernengo. Pian piano, accanto a vaste estensioni tenute a prato o marcita, necessarie per l’allevamento, si affiancarono, nelle zone più ricche d’acqua, altrettanto vaste aree coltivate a riso. Per estendere le risaie si bonificarono anche terre fino a quel momento incolte o tenute a bosco. Sugli altri terreni si coltivavano cereali: principalmente frumento, segale e miglio e poi, progressivamente, il mais. In alcuni poderi particolarmente adatti era coltivata la vite per la produzione di vino che andava a soddisfare sia le esigenze alimentari, sia quelle della produzione di medicinali. La qualità del vino non era omogenea. In quei poderi dove veniva giudicata eccellente l’Ospedale imponeva agli affittuari la destinazione a vigneto di un maggior numero di appezzamenti e ne acquistava tutta la produzione.

Sparso tra i campi c’era anche un vero e proprio patrimonio fatto di alberi, di cui l’Ospedale era particolarmente geloso, con clausole molto restrittive per gli affittuari, che pur dovendolo incrementare e accudire, non potevano utilizzarne in alcun modo la legna. Insieme a quello proveniente dai boschi, il legname dei campi aveva numerose destinazioni, prima fra tutte il riscaldamento. La produzione (ciocchi, tronchi e fascine) era trasportata nei magazzini (serraglio e arsenale) localizzati presso la residenza dell’agente dell’Ospedale sul territorio, dove veniva sorvegliata da apposito personale e – dove possibile – trasportata via acqua a Milano per le necessità dell’Ente.

Dai possessi, oltre alla legna, arrivavano anche altri materiali da costruzione, come ad esempio la ghiaia, estratta in cave apposite sul Ticino; oppure mattoni e tegole prodotte in fornaci appositamente avviate nei poderi più adatti. La maggior parte dei contratti con gli affittuari, durante molti secoli, garantì poi all’Ospedale una certa quantità annua di uova di gallina e di capponi che venivano pagati come complemento del fitto in denaro.

 

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